Ospedale Koelliker
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Torino
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Occlusione venosa retinica

La patologia occlusiva venosa retinica è classificata
- occlusione venosa retinica di branca, in cui la trombosi interesssa solamente un vaso.
- occlusione della vena centrale della retina in cui si ha l'occlusione completa della vena centrale (TVCR).
- occlusione venosa emiretinica che coinvolge i settori superiori o inferiori.

fattori di rischio
- aterosclerosi: avendo arterie e vene retiniche una tunica avventizia comune, la presenza di una placca ateromasica a livello arteriolare comprime anche la venula corrispondente, con conseguente rallentamento del flusso ed alterazione della coagulabilità locale.
- età avanzata: il 50% dei casi sono in pazienti over 65 anni.
- glaucoma/ipertensione oculare: per aumento del ristagno venoso.
- fumo, diabete,obesità,ipertensione; per alterazioni vasali aspecifiche.
- patologie infiammatorie: sarcoidosi, sindrome Beçhet.
- sindromi da iperviscosità.
- trombofilia acquisita o ereditaria.

L'occlusione venosa di branca comporta un ristagno del sangue a monte dell'occlusione con conseguente ipossia della zona retinica interessata. In genere la vista viene compromessa solo in maniera molto lieve e solo i casi con coinvolgimento maculare presentano sintomi importanti.
La prognosi dell'occlusione di branca è in genere buona e circa il 50% dei pazienti a sei mesi possiede un'acuità visiva di almeno 5/10. Le complicanze temibili sono l'edema maculare cronico e la neovascolarizzazione coroideale che si sviluppa in circa il 30-40 % (complicanza grave), entrambe trattate con fotocoagulazione argon-laser retinica.

La trombosi della vena centrale della retina (TVCR o CRVO per gli autori anglosassoni) viene divisa in due forme:
- la forma ischemica
- la forma non ischemica (75%)

Entrambe si presentano con importante compromissione visiva unilaterale ed improvvisa.
All'esame del fundus si osservano numerosissime emorragie retiniche a fiamma ed essudati cotonosi con dilatazione e tortuosità di tutte le vene retiniche, edema maculare di grado variabile e possibile edema papillare.
La diagnosi differenziale tra forma ischemica e non è molto importante poichè condiziona in maniera pesante la prognosi. Per una corretta diagnosi e stadiazione della patologia sono fondamentali la fluoroangiografia retinica e l'OCT.
La prognosi della forma non ischemica è migliore con un ripristino di un visus normale nel 50% dei casi; inoltre la gravità della prognosi dipende dall'acuità visiva iniziale, più quest'ultima sarà buona migliore sarà il recupero funzionale e viceversa.
La prognosi della forma ischemica invece è grave poichè è presente ischemia in sede maculare. Si sviluppa rubeosi iridea nel 50% dei casi nell'arco di tre mesi (glaucoma dei 100 giorni) con rischio elevatissimo di glaucoma neovascolare se non viene effettuato un trattamento aggressivo fotocoagulativo con argon-laser.
È quindi indispensabile l'esecuzione di una fluoroangiografia retinica per lo studio delle zone ischemiche ed un trattamento precoce delle stesse e di un OCT per la valutazione della regione maculare.
Attualmente sono stati introdotti nuovi farmaci antiangiogenetici che possono venir utilizzati per il trattamento delle complicanze precoci e tardive di questa patologia.
L'occlusione venosa emiretinica è molto rara e presenta caratteristiche intermedie tra le due occlusioni illustrate in precedenza.