Una complicanza fortunatamente rara dell'intervento di estrazione di cataratta è la rottura della capsula posteriore del cristallino che spesso causa una caduta del cristallino catarattoso o di suoi frammenti in cavità vitrea.
Questa evenienza implica la necessità di eseguire un intervento di vitrectomia, che può essere effettuata nello stesso tempo chirurgico o in un tempo successivo, ovvero alcuni giorni dopo il primo intervento.
La vitrectomia consiste nella rimozione parziale o totale del corpo vitreo, allo scopo di rimuovere tutti i frammenti catarattosi presenti (VIDEO). Al termine dell'intervento all'interno del bulbo possono essere lasciate sostanze specifiche a scopo tamponante.
Se durante l'intervento di estrazione di cataratta non è stato possibile impiantare il cristallino artificiale (IOL), si procede a questa operazione con tecniche particolari allo scopo di ripristinare una visione corretta.
Il progresso tecnologico ha portato ad effettuare questa chirurgia con strumentario mini-invasivo che permette di effettuare l'intervento mediante mediante tre microincisioni oculari che non necessitano di suture. Attualmente la vitrectomia 23 G (gauge, pari ad un diametro di 0,574 mm) è la più utilizzata per la sua maneggevolezza, minimo trauma chirurgico e comfort per il paziente.