Il pucker maculare (o membrana epiretinica) è una sottile membrana che si sviluppa sulla macula provocandone la progressiva distorsione a causa delle trazioni esercitate sulla superficie retinica.
La sua insorgenza può essere spontanea (in genere dopo i 50 anni) o secondaria a processi infiammatori, esiti di interventi chirurgici come il distacco di retina o trattamenti laser (soprattutto se molto estesi).
I sintomi principali sono una lenta ma progressiva distorsione delle immagini nella zona centrale (metamorfopsie), la compromissione dell'acuità visiva fino alla comparsa di una macchia grigia centrale.
Perchè operare la membrana premaculare?
L'evoluzione spontanea di questa patologia può portare ad importanti limitazioni della lettura con acuità visiva inferiore ad 1⁄10 ed in alcuni casi a sollevamento trazionale della retina centrale con conseguenti danni irreversibili per il tessuto nervoso retinico.
L'unico trattamento risolutivo è quello chirurgico con intervento di vitrectomia e rimozione della membrana maculare (peeling).
Quando operare?
Quando la membrana epiretinica è agli stadi iniziali è consigliato il monitoraggio della patologia del tempo per osservarne l'evoluzione. Saranno eseguiti fluoroangiografia ed OCT (tomografia a coerenza ottica) per la corretta stadiazione e valutato il grado di distorsione delle immagini mediante griglia di Amsler.
Infatti durante gli stadi iniziali i sintomi sono pressochè assenti e non vi è calo della vista: in questo caso l'unica indicazione è quella di sottoporsi a periodici controlli specialistici. In tutti gli altri casi l'intervento è l'unica soluzione per evitare la progressione della malattia ed i danni irreversibili che essa comporta.
Risultati
I risultati migliori si ottengono per puckers di recente insorgenza (inferiore ai 6 mesi) con buona conservazione dell'acuità visiva al momento dell'intervento e consistono essenzialmente nella marcata riduzione della distorsione ed in un certo recupero dell'acuità visiva. Nel caso di pucker allo stadio evoluto i risultati in genere sono più modesti e ciò è da attribuire alla degenerazione del tessuto nervoso maculare sottoposto ad uno stress cronico.
L'operazione di vitrectomia per membrana premaculare
L'intervento può essere effettuato sia in anestesia totale che locale anche se quest'ultimo metodo è di gran lunga il più usato.
Viene effettuata una rimozione del corpo vitreo (vitrectomia) totale o parziale che può essere preceduta da un cerchiaggio laser od episclerale a scopo profilattico. In seguito mediante l'aiuto di microstrumenti si asporta la membrana epiretinica presente responsabile delle trazioni retiniche che formano il pucker. La difficoltà di questa asportazione non può essere valutata perfettamente prima dell'operazione ed è proprio per questo che il tempo chirurgico è variabile; può capitare, però, che non sia possibile asportare la membrana in toto, pena il rischio di causare lesioni gravi alla retina.
Nella maggior parte dei casi comunque la presenza di piccoli residui di membrana non inficia il risultato dell'intervento. Per la rimozione di queste membrane molto spesso vengono usati dei coloranti vitali (verde indocianina, membran blue, triamcinolone ed altri, non dannosi per l'occhio).
In numerosi casi all'interno della cavità vitrea vengono inserite particolari sostanze, spesso gas, utili al riaccollamento e alla chiusura del foro. Tra questi troviamo aria, gas, perfluorocarbonati e miscele di essi, olio di silicone: tutti questi possono essere lasciati in situ a fine intervento con il compito di svolgere una prolungata azione tamponante. Alcuni di essi possono portare ad alcune complicanze, che vengono valutate dal chirurgo che pesa rischi e benefici di ogni sua scelta al fine di ottenere il miglior risultato per il paziente.
In alcuni casi alla vitrectomia può essere associata la rimozione del cristallino più o meno catarattoso e la sua rimozione con una IOL.
Il progresso tecnologico ha portato ad effettuare questa chirurgia con strumentario mini-invasivo che permette di effettuare l'intervento mediante tre microincisioni oculari che non necessitano di suture. Attualmente la vitrectomia 23 G (gauge, pari ad un diametro di 0,574 mm) è la più utilizzata per questa chirurgia per la sua maneggevolezza, minimo trauma chirurgico e comfort per il paziente.