Ospedale Koelliker
Corso Galileo Ferraris, 247
Torino
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Distacco retina

Cos'è il Distacco di retina?
Il distacco di retina è una raccolta di liquido al di sotto della retina, causata nella maggior parte dei casi dallo sviluppo di una o più rotture retiniche e frequentemente associata a trazioni patologiche del vitreo (il 'gel' contenuto all'interno del globo oculare) sulla retina. Il distacco di retina associato a rotture della stessa è detto regmatogeno, altrimenti non regmatogeno.
Tra i distacchi di retina non regmatogeni vi sono quelli di tipo essudativo, legati cioè alla formazione di liquido al di sotto della retina ma non associati a lacerazioni retiniche o trazioni vitreali. Le cause di questo secondo tipo di distacco possono essere legate a cause infiammatorie, tumorali, neovascolari o a malformazioni congenite.

Quali sono i sintomi?
Frequentemente il distacco di retina è preceduto dall'insorgenza di alcuni sintomi particolari, quali la percezione di lampi o flash chiamati tecnicamente fotopsie e dalla visione di ombre puntini neri o 'ragnatele' dette miodesopsie, di ombre all'interno del campo visivo associate ad un calo della vista più o meno marcato.
La presenza di questi sintomi non sempre indica la presenza di un distacco conclamato, ma deve indurre il paziente a sottoporsi ad una visita oculistica urgente.
Infatti nel caso venga riscontrata una rottura od un foro retinico allo stadio iniziale, l'intervento può essere limitato ad una procedura ambulatoriale (barrage con argon-laser).

Perchè operare un distacco di retina?
Perchè solo la chirurgia è in grado di ottenere un riaccollamento della retina alla sclera sottostante, riportandola nella sua posizione originale.
Infatti il distacco di retina è una patologia che può determinare riduzione della vista molto grave fino alla cecità completa e deve essere affrontato con una certa urgenza.
Il trattamento argon-laser a questo stadio della malattia non è più possibile nè efficace.

Come avviene l'operazione per il distacco di retina?
L'intervento viene effettuato con il paziente sdraiato in posizione supina, in sala operatoria sterile, utilizzando l'oftalmoscopio indiretto (di Schepens) ed eventualmente il microscopio operatorio.
È un atto chirurgico importante, sia per la durata sia per le capacità tecniche richieste. Lo scopo dell'intervento è quello di appianare la retina e riportarla nella sua posizione anatomica originale. Possono essere utilizzate diverse tecniche ma le manovre di base combinate anche in sequenze diverse sono:
- chiusura della o delle rotture o lacerazioni retiniche con l'applicazione sulla parete esterna dell'occhio di spugne o scudetti di silicone (piombaggi) e/o di fasce di silicone (cerchiaggi)
- cicatrizzazione delle rotture retiniche con sonde a bassissima temperatura (criocoagulazione) o ad alta temperatura (fotocoagulazione laser, diatermia)
- eventuale introduzione di gas o aria all'interno del bulbo
- puntura evacuativa del liquido sottoretinico
- paracentesi della camera anteriore

In caso di esigenze sopraggiunte durante l'intervento, come il rilevamento di tessuto di proliferazione epiretinico, di trazioni vitreali troppo marcate, di rotture retiniche troppo estese (rotture giganti), il chirurgo può decidere di modificare il piano operatorio e quindi convertire il tipo d'intervento.
Sarà necessario, infatti, procedere intraoperatoriamente all'esecuzione della vitrectomia, che consiste nell'introduzione di microstrumenti all'interno del bulbo oculare attraverso tre piccole incisioni, allo scopo di rimuovere il vitreo patologioco e le membrane di proliferazione eventualmente presenti, trattando con laser o crioterapia le rotture e/o degenerazioni presenti. A volte è necessario il ricorso alla vitrectomia in un tempo successivo al primo intervento (reintervento).
In tali casi può essere necessario iniettare nell'occhio operato gas o olio di silicone.

Ospedalizzazione
È necessaria l'ospedalizzazione del paziente per questo tipo di patologia. La degenza può essere limitata a 2 giorni (1 notte) in casi selezionati, ed estendersi ad alcuni giorni se il paziente necessita di immobilità dopo l'intervento.

Anestesia
Il tipo di anestesia bulbare utilizzata con maggior frequenza è quella locale, che può essere peribulbare o retrobulbare. Consiste essenzialmente in un'iniezione di fianco all'occhio non dolorosa. Questa provocherà l'insensibilità dell'occhio e la sua immobilità necessarie per eseguire l'intervento. In casi particolari (bambini, pazienti non collaboranti, ecc.) è anche possibile effettuare un'anestesia generale. La scelta viene fatta dall'oculista e dal medico anestesista che terranno conto il più possibile delle sue richieste.

Decorso postoperatorio
Al paziente vengono consegnate alla dimissione le istruzioni con i farmaci da utilizzare: verrà indicata sia la terapia topica (colliri) che la terapia sistemica (pastiglie, medicazioni..) con indicate le dosi ed i tempi di assunzione (posologia) corretti. Il paziente non deve mai sospendere autonomamente le cure a meno che sia il chirurgo a deciderlo.
La terapia prescritta infatti serve per la guarigione e la prevenzione delle complicanze. Per qualsiasi dubbio o incertezza il paziente deve fare riferimento all'equipe chirurgica che sarà a sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti, dubbi o incertezze.

A casa dopo l'intervento
Il paziente deve applicare i colliri/pomate nell'occhio operato secondo le istruzioni. Nei primi 2-3 giorni post-operatori è comunque consigliato l'aiuto di un familiare od altra persona; nel caso di utilizzo di più colliri/pomate è necesserio aspettare qualche minuto tra l'instillazione di uno e l'altro.
Durante l'applicazione dei medicinali occorre prestare attenzione a non esercitare pressioni nell'occhio appena operato.
L'occhio operato in genere viene bendato per le prime 24 ore; durante il giorno, il più delle volte si applica solamente un paio di occhiali da sole allo scopo di proteggere l'occhio dalla luce e soprattutto da eventuali traumi.
Durante la notte, invece, l'occhio, per la prima settimana, va protetto con una 'conchiglia' in plastica fornita alla dimissione; la conchiglia va fissata in sede in maniera salda mediante l'applicazione di due o più cerotti appositi secondo le indicazioni fornite.
Nei giorni successivi all'intervento l'occhio può apparire arrossato ed è spesso un pò dolente; una certa sensazione di corpo estraneo non è infrequente ed è dovuta alla presenza di punti di sutura ed ai tagli praticati.
Nel periodo successivo all'intervento sono inoltre necessarie altre attenzioni per il paziente:
- può dormire dal lato dell'occhio operato purchè questo sia adeguatamente protetto con la conchiglia di plastica che viene fornita;
- l'occhio operato non deve essere assolutamente strofinato per almeno un mese (deve comunque essere utilizzata cautela anche nei mesi successivi);
- ci si può lavare il viso facendo però attenzione a non esercitare pressioni o sfregamenti sull'occhio operato;
- non si devono compiere sforzi fisici eccessivi; per esempio non si devono sollevare pesi importanti (a titolo esemplificativo più di 10 chilogrammi) e quindi non sollevare o prendere in braccio bambini, animali ecc.
- l'uso di macchinari o di strumenti pericolosi sono sconsigliati per almeno una settimana e sono comunque consigliate protezioni adeguate.

In alcuni casi, quando siano stati iniettati nell'occhio operato sostanze tamponanti come olio di silicone, aria o gas, sarà fondamentale, per alcuni giorni, il mantenimento del capo in una certa posizione, che le verrà indicata con precisione dall'equipe chirurgica.
I viaggi in aeroplano sono temporaneamenti controindicati poichè le grosse variazioni di pressione ambientale potrebbero danneggiare l'occhio operato.
Nel caso in cui venga iniettato olio di silicone come sostanza tamponante sarà necessario, a distanza di tempo,in genere alcuni mesi, un ulteriore intervento chirurgico per rimuoverlo.

Al paziente è consentito fin dai primi giorni dopo l'intervento:
- fin dal giorno dell'operazione può leggere, scrivere, guardare la TV con l'occhio non operato, preferibilmente occludendo l'occhio operato;
- fare il bagno e la doccia con l'unica attenzione di non bagnare l'occhio operato; per lavarsi i capelli è consigliabile attendere 3-4 giorni dall'intervento e tenere l'occhio operato chiuso durante il lavaggio;
- l'asciugacapelli può essere utilizzato purchè il getto di aria calda non venga diretto verso l'occhio operato; le signore possono andare dal parrucchiere già 2-3 giorni dopo l'operazione ma non asciugare i capelli con il casco;
- La barba può essere fatta fin dal giorno seguente all'operazione.

I rapporti sessuali sono permessi due - tre giorni dopo l'intervento.

Il recupero visivo
Nella gran maggioranza dei casi l'intervento porta ad un successo anatomico, cioè si ottiene un riaccollamento della retina ai piani sottostanti.
Il recupero visivo dopo l'intervento è variabile e dipende principalmente dal tempo intercorso tra il distacco di retina ed il suo riaccollamento chirurgico e dalla presenza o meno del contemporaneo distacco maculare al momento dell'intervento (macula-on/macula-off); è importante tenere anche conto delle condizioni dell'occhio preesistenti, valutando in particolare la retina, il nervo ottico, il cristallino e la cornea e le loro possibili lesioni. È necessario comunuqe attendere 6-12 mesi per valutare il visus definitivo, che comunque può essere anche nullo, scarso o incompleto.
A guarigione avvenuta sono comunque necessari controlli specialistici periodici che verranno diradati nel tempo.

ATTENZIONE! La recidiva di distacco di retina è un evento sempre possibile e comporterà la necessità di un reintervento.

Le complicanze
Questo intervento non sfugge alla regola generale secondo la quale non esiste della chirurgia senza rischi. Non è possibile per l'oculista garantire in modo formale il successo dell'intervento o l'assenza di complicanze.
Le complicanze si distinguono in preoperatorie, intraoperatorie e postoperatorie.
Complicanze preoperatorie:
- perforazione del bulbo oculare con o senza iniezione di anestetico nel bulbo oculare;
- danno al nervo ottico;
- emorragia palpebrale e/o perioculare e/o retrobulbare;
- danno ai muscoli dell'occhio.

Complicanze intraoperatorie:
- aumento della pressione oculare;
- distacco di coroide;
- emorragia della coroide;
- emorragia intraoculare;
- incarceramento della retina nell'apertura sclerale dell'evacuativa;
- perforazione o rottura della parete esterna dell'occhio;
- lesione del cristallino con sua successiva opacizzazione (cataratta iatrogena);
- occlusione dell'arteria centrale della retina;
- lacerazione/i della retina.

Complicanze postoperatorie:
- aumento grave della pressione intraoculare;
- distacco di coroide;
- emorragie intraoculari;
- formazione di nuove lacerazioni e proliferazioni vitreoretiniche con distacco retinico recidivato;
- formazione di una membrana epiretinica maculare;
- alterazioni della macula;
- intolleranza ai materiali utilizzati durante l'intervento (incluso il rigetto del cerchiaggio eventualmente utilizzato);
- decubito del materiale cerchiante e piombante con perforazione e/o erosione sclerale;
- infezione intraoculare;
- atrofia del nervo ottico;
- strabismo e/o diplopia (visione doppia);
- ptosi (abbassamento della palpebra superiore);
- cataratta;
- diminuzione transitoria o permanente della pressione oculare;
- riduzione dell'acuità visiva.