Ospedale Koelliker Corso Galileo Ferraris, 251
Torino (mappa)
Studio oculistico Corso Galileo Ferraris, 120/g
Torino (mappa)
Tecniche Intraoculari
Le tecniche intraoculari prevedono l'inserzione all'interno dell'occhio, davanti o dietro l'iride, di lenti intraoculari di vari materiali al fine di correggere il difetto refrattivo; tali tecniche sono generalmente riservate a difetti visivi elevati non altrimenti correggibili ed espongono alle complicanze tipiche degli interventi che prevedono l'apertura del bulbo.
LENTI FACHICHE
Le lenti fachiche sono lentine intraoculari (IOL) che vengono impiantate mantenendo in sede il cristallino naturale.
Esistono diversi tipi di lenti fachiche, divise per lo più secondo la sede di impianto: da camera anteriore o da camera posteriore. Le lentine da camera anteriore possono essere a fissaggio angolare o essere ancorate all'iride mediante appositi ganci; quelle da camera posteriore sono impiantate nel cosiddetto sulcus, ossia lo spazio presente tra cristallino ed iride (ad esempio le ICL). Entrambe le tipologie di lenti possono essere anche toriche ossia correggere anche il difetto astigmatico.
La complicanza principale di questo tipo di lentine è quella di causare molto frequentemente cataratta (in genere nell'arco di circa 10 anni); inoltre richiedono un esperienza chirurgica specifica ed un attenta centratura e orientamento per ottenere lo scopo prefissato: infatti, soprattutto le IOL toriche, perdono del tutto la loro capacità refrattiva per posizionamenti errati anche di poco.
Questo tipo di chirugia quindi molto spesso è solo temporanea e deve tener conto di un intervento successivo per la correzione intraoculare definitiva; è molto importante quindi una valutazione attenta caso per caso nel caso si voglia intraprendere questa soluzione.
SCAMBIO LENTE IN ETÀ PRESBIOPICA (PRELEX-presbiopic lens exchange)
è una procedura chirurgica molto simile all'estrazione di cataratta; l'unica differenza sostanziale è che il cristallino viene aspirato quando è ancora trasparente. L'indicazione per questa procedura sono quei pazienti che desiderano ridurre l'utilizzo della correzione ottica. Ad eccezione di casi molto particolari questo intervento è effettuato su persone con più di 45 anni affetti da ipermetropia o miopia elevata, presbiti.
La scelta della visione post intervento può essere divisa nei casi seguenti:
- monofocale: entrambi gli occhi vengono corretti per la visione distante (in casi particolari anche solo per vicino); sarà quindi necessaria una correzione per la visione per vicino; le lenti utilizzate per questo tipo di correzione sono chiamate IOL refrattive;
- monovisione: entrambi gli occhi vengono corretti con una lente monofocale, ma un occhio per lontano e l'altro per vicino; molti pazienti utilizzano la monovisione mediante l'utilizzo di lenti a contatto e di occhiali dedicati quando necessitano di una vista binoculare per lontano o per vicino. Questo tipo di correzione non è indicata in tutti i pazienti perchè richiede una forte motivazione personale ed un'abitudine a tollerare una condizione non propriamente fisiologica;
- Multifocale: si tratta di particolari lenti intraoculari multifocali (MIOL) particolarmente specializzate che permettono una visione contemporanea per lontano e per vicino. Questo tipo di IOL diminuiscono la dipendenza dall'occhiale fino ad annullarla in alcuni casi. I problemi più comuni con questo tipo di lenti sono gli aloni attorno alle luci di notte, anche se questo tipo di disturbo dipende molto dalle abitudini visive e dallo stile di vita e parecchie persone non sono disturbate da questo difetto.
Esistono fondamentalmente 2 tipi di IOL multifocali:
- le lenti multifocali diffrattive sono basate su microstep diffrattivi concentrici (diffrazione della luce) e posseggono 2 fuochi principali: uno per lontano e l'altro per vicino con un addizionale di 4,00 diottrie, in modo tale che l'energia luminosa venga convogliata in due punti. Hanno il vantaggio di provocare meno aloni e avere una minor criticità per quanto riguarda il decentramento lente e diametro pupillare; tuttavia possono creare difficoltà nella visione a distanza intermedia;
- le lenti multifocali refrattive sono basate su zone anulari di potere refrattivo diverso per ottenere foci appropriati per oggetti vicini e lontani e a distanze intermedie. Il passaggio tra gli anelli è graduale (superfici asferiche) anche allo scopo di favorire la visione a distanza intermedia. La qualità della visione è maggiormente influenzata dal diametro pupillare e dal decentramento della lente poichè questo tipo di lente può provocare multipli cerchi di diffusione sulla retina e quindi percezione di aloni. Inoltre si può avere una iduzione della sensibilità al contrasto causata dagli aloni di diffusione.
La scelta di questo tipo di lente è complessa e deve essere decisa d'accordo con il chirurgo per stabilire quali siano le speranze e le necessità del paziente in correlazione alle possibilità reali:
se la necessità della persona è quella di avere una vista perfetta in ogni istante ed in ogni distanza visiva questa non è la lente indicata; se invece la necessità è quella di una buona visione senza occhiali per la maggior parte delle attività svolte questa è l'indicazione migliore. Nel caso si opti per questa scelta sarà comunque molto importante discutere con il chirurgo sulle aspettative e sui risultati ottenibili con questo tipo di correzione. Infatti una volta eseguito l'intervento, se la correzione non è tollerata, bisognerà eseguire un'espianto delle IOL scambiandole con lentine tradizionali.
La scelta della lentina da impiantare può essere fatta seguendo tre criteri fondamentali (Custom match): impianto bilaterale multifocale difrattivo per i pazienti che necessitano di un risultato ottimale della visione per vicino come ad esempio forti lettori, artigiani, ecc; impianto bilaterale refrattivo per il paziente che necessita di una qualità della visione che comprenda l'uso del computer ed una buona vita di relazione; impianto combinato diffrattivo/refrattivo per tutti, scegliendo l'occhio dominante in base alle sigenze di vita del paziente.