Ospedale Koelliker
Corso Galileo Ferraris, 251
Torino
(mappa)

Studio oculistico
Corso Galileo Ferraris, 120/g
Torino (mappa)


Tecniche Intracorneali

Prevedono l'inserzione di lenticoli o segmenti di materiali plastici nello spessore corneale così da modificarne la forma.
Sono utilizzati per la correzione di miopia lieve, nei pazienti affetti da cheratocono o nei pazienti già sottoposti a chirurgia refrattiva con risultati non soddisfacenti.
Gli anelli intracorneali sono elementi rigidi occupanti spazio che modificano la lunghezza d'arco della curvatura anteriore della cornea con un'azione meccanica, separando le lamelle corneali e provocando un appiattimento corneale dalla periferia verso il centro proporzionale allo spessore dell'impianto, dal momento che l'aumento di spessore dell'anello aumenta lo spazio che si crea tra lamella e lamella. Esistono appositi nomogrammi per la decisione del corretto anello da scegliere rispetto al difetto refrattivo.
Esistono fondamentalmente due tipi di anelli: gli INTACS e gli anelli di Ferrara.
Entrambi consistono in uno o due segmenti di materiale plastico (PMMA) di lunghezza pari a 150-160 gradi d'arco.
L'intervento avviene in anestesia topica e dura circa 10 minuti per entrambi gli occhi. Si procede alla marcatura della cornea per evidenziare la sede futura degli anelli. Si eseguono 1 o 2 tagli radiali con bisturi di diamante precalibrato di circa 1.8 mm lunghezza e 2/3 dello spessore corneale (rilevato con pachimetro intraoperatoriamente).
Successivamente mediante un dissettore manuale o mediante Intralase si procede all'esecuzione dei tunnel che ospiteranno gli anelli. Al termine dell'inserzione degli stessi in alcuni casi può essere necessaria l'apposizione di un punto di sutura per la stabilizzazione della ferita.
Come per tutti i tipi di intervento chirurgico esiste la possibilità di sviluppare complicanze. Esse sono:

- complicanze intraoperatorie: molto rare e dovute per lo più ad errata esecuzione di tempi o manovre chirurgiche;
- complicanze postoperatorie precoci: legate al trauma chirurgico come chemosi, emorragie sottocongiuntivali, edema corneale;
- postoperatorie tardive: haze e depositi corneali lungo il tunnel, infezioni di solito limitate zona incisione, estrusione degli impianti, difetti epiteliali secondari ad assottigliamento stromale per impianto troppo superficiale, astigmatismo indotto, ridotta sensibilità corneale, panno e neovascolarizzazione corneale.

I risultati di questo tipo di procedura sono un miglioramento dell'acuità visiva naturale e corretta. Nel caso l'indicazione all'intervento sia il cheratocono si ottiene anche una riduzione dei valori cheratometrici e dell'area di estensione del cheratocono, un aumento della regolarità topografica della regione centrale. L'inserzione degli anelli intracorneali non sembra interferire con la naturale progressione del cheratocono e non crea problemi in caso si renda necessario un successivo trapianto di cornea; inoltre la procedura è reversibile nel senso che gli anelli possono essere espiantati in qualsiasi momento con un piccolo intervento in anestesia locale.
È inoltre possibile l'associazione con il cross-linking corneale con riboflavina.


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