Durante le prime 24-48 ore dopo l'intervento di PRK può insorgere dolore oculare, di intensità variabile; normalmente la terapia prescritta riesce a controllare tale dolore mantenendolo a livelli accettabili.
Il decorso postoperatorio della LASEK è simile, ma molto spesso il dolore è inferiore o assente rispetto alla PRK.
Il decorso postoperatorio nella LASIK è generalmente privo di dolore; il paziente talvolta avverte una sensazione di corpo estraneo e di bruciore. L'occhio non viene bendato o viene precocemente sbendato, ma il paziente deve assolutamente astenersi da qualsiasi manipolazione delle palpebre per almeno un mese.
In ogni caso il paziente verrà sottoposto a controlli oculistici con una scadenza prefissata dal medico; questi controlli sono assolutamente necessari per controllare l'andamento dell'intervento e sono obbligatori.
La negligenza nel seguire la terapia postoperatoria e le scadenze dei controlli specialistici può influenzare il risultato refrattivo finale ed essere causa di complicanze.
È pertanto di importanza basilare seguire alla lettera le prescrizioni del chiurgo che mirano appunto a guidare i processi di guarigione per ottenere il risultato più soddisfacente.
Già poche ore dopo l'intervento, è consentito leggere, scrivere e guardare la televisione con l'occhio non operato.
Sono invece da evitare, per circa un mese, le attività sportive che prevedono contatto fisico, l'uso di motocicli, cosmesi, sauna e piscina.
Si consiglia, una volta esauriti i controlli postoperatori, di eseguire una visita annualmente, e di avvertire il proprio oculista (se diverso da quello che esegue l'intervento) di essere stati sottoposti a trattamento con laser ad eccimeri, poichè particolare attenzione dovrà essere posta nella rilevazione della pressione oculare.
Il recupero visivo è rapido nella Lasik, più lento nella PRK e Lasek; nelle prime settimane dopo l'intervento si può manifestare una ipercorrezione transitoria di durata variabile (uno o due mesi) che comporta una certa difficoltà nella messa a fuoco; inoltre la differente refrazione tra i due occhi, che si produce dopo l'intervento al primo occhio, può provocare disagi visivi con senso di sbandamento.
Durante questo periodo non vi sono particolari limitazioni della propria attività lavorativa e della vita di relazione, salvo quelle dovute al buon senso, essendo la visione, come detto sopra, imperfetta.
Il recupero visivo completo, ovvero il raggiungimento dell'obiettivo prefissato, si ottiene dopo un certo periodo di tempo (da uno a sei mesi, variabile a seconda dell'entità del difetto corretto e del tipo di intervento eseguito).
Ad oggi non vi sono evidenze scientifiche che dimostrino un indebolimento strutturale dell'occhio sottoposto a questi tipi di intervento.