Il laser ad eccimeri è uno strumento di concezione modernissima che permette di asportare frazioni di tessuto corneale microscopiche mediante un processo di fotoablazione; a seconda della tecnica utilizzata l'ablazione avviene nello stroma superficiale (PRK Photo Refractive Keratectomy - LASEK Laser Epithelial Keratomileusis) o nello stroma intermedio (LASIK Laser In Situ Keratomileusis), mediante l'emissione di un raggio laser facente parte della gamma dei raggi ultravioletti.
La precisione dell'asportazione con questo laser è straordinaria, nell'ordine di micron (millesimo di millimetro) per ogni colpo emesso, e con una riproducibilità non raggiungibile a tutt'oggi da nessun altro mezzo e quindi assolutamente impossibile alla mano umana.
Utilizzando migliaia di spot, il laser rimodella la cornea sulla base dei dati refrattivi e topografici impostati. La macchina possiede anche sistemi di puntamento integrati che le permettono di fermarsi in automatico in caso di spostamento involontario dell'occhio o inesatta centratura del trattamento.
Prima dell'intervento chirurgico è assolutamente necessario sospendere l'uso delle lenti a contatto almeno 10 giorni prima se si tratta di lenti morbide ed almeno 15 nel caso siano rigide. È essenziale anche seguire la terapia preoperatoria e postoperatoria indicata a seguito dell'intervento. Non osservare queste norme può alterare significativamente il risultato dell'intervento.
Per le donne è importante essere ben struccate e non profumate (i vapori di alcool infatti possono interferire con il raggio laser); per gli uomini, evitare i dopobarba alcolici.
Il giorno del trattamento è preferibile essere accompagnati, in considerazione del fatto che dopo il trattamento non si potrà, per ragioni di sicurezza stradale, guidare autoveicoli.
Le tecniche
Esistono diverse tecniche chirurgiche per il trattamento laser delle ametropie.
Possiamo dividere i trattamenti in due classi principali: quelli che agiscono sugli strati corneali superficiali previa rimozione dell'epitelio (PRK, LASEK) e quelli eseguiti sullo stroma corneale intermedio previa creazione di una lamella con microcheratomo (LASIK). Ognuna di queste tecniche possiede vantaggi e svantaggi e la scelta dipende da numerosi fattori tra i quali le abitudini del chirurgo, l'entità del difetto e l'indicazione al trattamento; infatti esistono casi specifici in cui talune di queste tecniche non sono applicabili ed è preferibile optare per procedure alternative.
PRK (Photo Refractive Keratectomy)
L'intervento viene eseguito in anestesia topica, ossia mediante l'instillazione di alcune gocce di collirio che annullano la sensibilità. Sull'occhio viene apposto un divaricatore palpebrale (blefarostato), e viene rimosso l'epitelio corneale (la parte superficiale della cornea) con uno strumento smusso; dopo aver chiesto al paziente di fisssare una piccola mira luminosa rossa al fine di centrare correttamente il trattamento, si procede alla fotoablazione vera e propria con il laser ad eccimeri. Terminato questo, il paziente viene medicato con alcune gocce di collirio e viene applicata sull'occhio una lente a contatto terapeutica che avrà funzione di bendaggio.
LASEK (Laser Epithelial Keratomileusis)
Questa tecnica è completamente sovrapponibile alla precedente; l'unica differenza è che l'epitelio non viene rimosso ma solamente sollevato durante il trattamento laser. Tale sollevamento viene ottenuto imbevendo l'epitelio di una soluzione alcolica. Al termine dell'intervento l'epitelio viene riposizionato sullo stroma corneale, l'occhio viene medicato e si applica la lente a contatto.
LASIK (Laser In Situ Keratomileusis)
Il trattamento con il laser ad eccimeri in questo caso non avviene sulla superficie della cornea, ma nello strato intermediio di essa. È quindi necessario creare una sottile lamella corneale prima del trattamento laser vero e proprio: questo si ottiene utilizzando uno strumento meccanico, il microcheratomo; si può paragonare questo intervento chirurgico alla apertura di un libro (azione di creazione della lamella corneale, o flap, da parte del microcheratomo), alla estrazione di alcuni fogli sottostanti alla copertina (azione del laser), e alla chiusura del libro (riposizionamento della lamella).
In rari casi può essere necessario apporre alcuni punti di sutura temporanei.
Talvolta il taglio della lamella può essere ritenuto dal chirurgo qualitativamente non adeguato; in questo caso è universalmente ritenuto più opportuno riapporre la lamella e differire l'intervento di un tempo variabile a giudizio del chirurgo.
Tutte le tecniche vengono abitualmente eseguite in ambulatorio, con anestesia topica; l'intervento è indolore ma talvolta il paziente riferisce un leggero fastidio, dovuto al divaricatore palpebrale o dovuto al microcheratomo.
Durante alcune fasi dell'intervento è possibile che la visione, da parte del paziente, risulti temporaneamente offuscata: questo è un aspetto del tutto normale e non deve preoccupare.
La cooperazione del paziente è indispensabile per raggiungere il risultato ottimale: quindi le istruzioni impartite dal chirurgo prima, durante e dopo l'intervento devono essere seguite scrupolosamente.