La presbiopia è la diminuzione fisiologica del potere di accomodazione del cristallino dovuta all'età. Nei bambini il potere di accomodazione può arrivare a 12 diottrie e più, a 36 anni è di circa 6-7 diottrie per ridursi quasi a zero all'età di 60 anni. Questo comporta per i soggetti emmetropi, ipermetropi o miopi elevati la necessità di utilizzare degli occhiali per la lettura e per tutte le attività che comportino l'utilizzo della vista per vicino dopo i 40 anni circa di età.
Con lo sviluppo della società moderna (sempre più fondata sul terziario) il problema di avere una buona performance visiva da vicino è diventato più pressante: infatti l'utilizzo sempre più estensivo del videoterminale in ogni settore lavorativo mette a dura prova la nostra visione; ed è proprio sotto questa spinta che ormai da diversi anni esistono in commercio le lenti progressive o multifocali, che permettono al soggetto presbite di avere una visione corretta per tutte le distanze di sguardo con l'utilizzo di un singolo occhiale.
Tuttavia l'occhiale in diversi casi non sempre è la soluzione più soddisfacente per la correzione di questo tipo di difetto. Sia dal punto di vista naturale (l'occhiale è pur sempre una protesi), pratico (si pensi agli sportivi), sia dal punto di vista estetico la correzione tempiale spesso non si rivela essere il mezzo più adatto. Sono state sviluppate quindi nuove ed innovative metodiche per la correzione della presbiopia:
- lenti a contatto multifocali (anche toriche per la correzione dell'astigmatismo): non sono sempre tollerate e richiedono una buona adattabilità del paziente. Inoltre non sempre garantiscono una visione nitida;
- laser ad eccimeri presbiopico: sia con tecnica PRK che LASIK, fino all'INTRALASIK sono la nuova frontiera per la correzione della presbiopia. Richiedono un'attenta selezione del paziente, ma garantiscono risultati soddisfacenti nella gran parte dei soggetti trattati. Una delle tecniche più promettenti è sicuramente il trattamento presbiopico aberrometrico (secondo Bartoli-Zeiss) che può essere effettuato in presenza di qualsiasi difetto refrattivo esistente;
- impianto lenti intracorneali: consiste nell'inserzione nell'occhio non dominante di un lenticolo refrattivo corretto per la visione per vicino; questa è una soluzione in monovisione (un occhio corretto per lontano, uno per vicino) ma spesso ben tollerata ed efficace. Inoltre è sempre reversibile;
- sostituzione del cristallino in età presbiopica (PRELEX): consiste nell'asportazione della lente non catarattosa con impianto di MIOL (lenti intraoculari multifocali) seguendo il protocollo custom match o mix and match.
Tutte queste tecniche possiedono numerosi vantaggi per il paziente ma anche svantaggi. È fondamentale quindi una attenta cooperazione medico-paziente per valutare attentamente le aspettative in rapporto a quello che l'intervento può offrire.