Gli xantelasmi sono lesioni cutanee benigne e frequenti, costituiti da piccole placche rilevate di forma ovale e di colorito giallastro. Si localizzano in genere sulle palpebre superiori ed inferiori per deposito anomalo di lipidi (grassi) e colesterolo nel derma.
Gli xantelasmi possono essere associati a malattie metaboliche come ad esempio l'ipercolesterolemia familiare, l'perlipidemia di tipo IIa o IV; sono più frequenti nei maschi adulti; in caso di diagnosi in giovane età è sempre bene indagare la presenza di eventuali alterazioni dell'assetto lipidico.
Terapia chirurgica
L'intervento di asportazione di xantelasmi consiste nella rimozione chirurgica o con il laser del tessuto colesterinico accumulatosi nel sottocute delle palpebre superiori e/o inferiori.
Nel caso di asportazione chirurgica, la ferita viene chiusa con punti di sutura che vengono rimossi dopo 5-7 giorni.
Se invece si l'asportazione avviene con il laser non saranno necessari punti di sutura e la ferita impiegherà almeno 15 giorni a cicatrizzare. La cute che ricoprirà la ferita sarà̀ di colore leggermente diverso dalla cute circostante.
L'edema delle palpebre e dolore sono da considerarsi normali per i 3 o 4 giorni che seguono l'operazione. Vengono prescritte pomate antibiotiche e vaselina per favorire la cicatrizzazione.
I risultati definitivi si valutano dopo alcuni mesi e dipendono dal tipo di cute del paziente, dalle sue caratteristiche di cicatrizzazione e dalla sede degli xantelasmi. Nel caso in cui gli xantelasmi siano localizzati nella zona mediale della palpebra e vicini al canto interno è̀ possibile la formazione di una piega cutanea (epicanto) post chirurgica.
La recidiva è̀ frequente anche se l'asportazione è̀ stata completa, soprattutto nel caso sia presente un'ipercolesterolemia, e quindi si rende necessario trattare quest'ultima prima di qualsiasi intervento.
L'intervento di asportazione degli xantelasmi è di tipo estetico salvo casi particolari in cui la patologia determini un'alterazione della dinamica palpebrale.