Scopo del trattamento
Questo nuovo metodo di trattamento del cheratocono si pone come obiettivo quello di ritardare l'evoluzione del processo patologico in atto e di stabilizzare la superficie corneale. nel 50% dei casi si osserva anche un miglioramento dell'astigmatismo di 1-2 diottrie con guadagno di 1-2 linee di acuitè visiva (secondo Snellen).
Indicazione al cross-linking
Non tutti i pazienti affetti da cheratocono sono i candidadi ideali per questo tipo di trattamento; il soggetto ideale deve rientrare nelle classi I e II di Krumeich, avere un'etè compresa tra i 12 ed i 40 anni ed una diagnosi clinica e strumentale (refrazione, topografia, aberrometria, pachimetria) di cheratocono progressivo documentato negli ultimi 6-12 mesi.
Indicazioni secondarie sono l'intolleranza alle lenti a contatto, il melting corneale, il peggioramento soggettivo non documentabile strumentalmente, importanti ametropie sferiche e anisometropia, K elevate (> 55 diottrie) con scarsa acuitè visiva.
Tecnica del trattamento
Il 'cross-linking' viene utilizzato per rinforzare la cornea aumentando i ponti molecolari presenti tra le fibre collagene che la compongono.
La tecnica prevede la rimozione dell'epitelio corneale mediante scraping meccanico in anestesia topica e la successiva instillazione di un collirio a base di vitamina B2, o riboflavina, per un tempo sufficiente a falra penetrare negli strati intermedi e profondi della cornea(in genere 10 minuti circa). Successivamente alla rimozione dell'epitelio corneale e alla applicazione della riboflavina in collirio, la cornea viene sottoposta ad irradiazione a basso dosaggio con raggi ultravioletti di tipo A (UVA) per una durata di 30 minuti, durante i quali l'applicazione della riboflavina viene ripetuta ogni 5 minuti. Al termine della esposizione ai raggi UVA l'occhio viene medicato e viene applicata una lente a contatto terapeutica fino a completa riepitelizzazione corneale(circa 3-4 giorni).
Decorso postoperatorio
La lente a contatto terapeutica permette la ricrescita dell'epitelio nel giro di alcuni giorni, al termine dei quali viene rimossa. Durante questo periodo, in cui l'epitelio non si è ancora riformato potrè essere presente visione annebbiata ed una sintomatologia caratterizzata da dolore e/o sensazione di corpo estraneo che potrè essere controllata con l'assunzione di antidolorifici per bocca.
La sintomatologia dolorosa è molto soggettiva e varia da individuo ad individuo, comunque si risolve solitamente nell'arco delle 48 ore successive all'intervento. Prima di lasciare il centro chirurgico il paziente e gli accompagnatori vengono istruiti sulla correttta terapia da eseguire e sui successivi controlli da effettuare.
Il paziente non deve mai sospendere le cure a meno che sia il chirurgo a dirlo; esse aiutano l'occhio operato a guarire meglio ed a prevenire complicazioni.
L'arresto della progressione del cheratocono e l'eventuale miglioramento refrattivo dopo il trattamento dovrè essere verificato con visite oculistiche periodiche ed esami di controllo specifici.
Complicanze
Dagli studi effettuati si è constatato che questo trattamento non produce effetti collaterali a carico di altre strutture oculari (endotelio corneale, cristallino, retina) nè porta alla formazione di cicatrici corneali. L'unico effetto collaterale rilevato è un edema corneale temporaneo che normalmente scompare con la completa riepitelizzazione della cornea.
Esiste la possibilitè che il processo di riepitelizzazione della cornea avvenga più lentamente del solito, questo in relazione ad una variabilitè biologica individuale che non prevedibile. In questo caso, la sintomatologia dolorosa, la sensazione di corpo estraneo e un certo grado di edema corneale potranno essere persistere per più tempo e richiederanno la regolare somministrazione della terapia topica e orale.
Risultati ottenibili
Grazie all'azione catalizzatrice della riboflavina, l'irradiazione con raggi UVA porta ad un irrigidimento della rete di fibrille collagene corneali, aumentandone la resistenza e la regolaritè, consolidando la cornea e rendendola più resistente al tentativo di sfiancamento caratteristico del cheratocono.
In diversi casi oltre al rallentamento dello sfiancamento, tale trattamento si è dimostrato in grado di ridurre l'astigmatismo presente prima dell'intervento migliorando la visione naturale e corretta ed aumentando la tolleranza alle lenti a contatto.
Dopo il trattamento
Al termine del periodo postoperatorio sarè necessario eseguire gli esami e le visite di controllo che lo specialista riterrà opportune; inoltre saranno rivalutate la correzione ottica sia su occhiale che su lente a contatto che frequentemente cambiano dopo il trattamento. L'uso delle lenti a contatto dovrè essere ripreso solamente su prescrizione del medico oculista.